Attacco a sorpresa.

Pubblicato il da Mauro Goretti

L'esercito slavo si riunì a Czerwinsk, a nord- est di Varsavia e sul finire del giugno 1410 attraversò il fiume Vistola, cominciando la veloce marcia di avvicinamento a Mariemburg. Ulrich, avvertito della sortita nemica, tornò indietro in modo precipitoso per difendere il proprio quartier generale e giunse in tempo, quando ancora l'armata polacco- lituana non aveva raggiunto l'obiettivo.

Una tempesta, però, rallentò il ripiegamento teutonico, obbligando i soldati a una sosta nelle vicinanze dei villaggi di Tannemberg e Grunwald, oggi compresi nel distretto polacco di Ostròda, più o meno a metà strada tra Varsavia e Danzica. A un chilometro di distanza si era accampato il nemico. All'alba del 15 luglio 1410 gli eserciti si schierarono su un campo di battaglia di oltre 2 chilometri, con una disposizione simile. L'armata slava si sistemò su tre file: davanti fu schierata la fanteria e dietro le due cavallerie, prima quella leggera e poi la pesante. Sull'ala sinistra si disposero i reparti polacchi, boemi e moldavi, con a capo il sovrano Ladislao, mentre su quella destra presero posto le truppe lituane, russe e tartare comandate dal granduca Vytautas. L'Ordine Teutonico, invece, venne inquadrato su 2 linee, con la cavalleria in prima fila e la fanteria in seconda: sul versante destro si schierarono i soldati di Konrad von Liechtenstein, su quello sinistro i reparti del maresciallo di Prussia Friedrich von Wallenrode. Alle spalle di tutto lo schieramento agiva il gran maestro Ulrich von Jungingen con i suoi uomini più fidati. Per la battaglia di Tannemberg le cifre fornite dai resoconti dell'epoca non sono concordi. Cronisti di parte tedesca raffigurano uno scenario di netta superiorità numerica dell'esercito slavo, per giustificare la disfatta teutonica. Senza dubbio l'armata polacco- lituana disponeva di un numero maggiore di effettivi, ma la sproporzione fu comunque contenuta: la stima considerata più verosimile parla di circa 27.000 uomini per i Cavalieri Teutonici e di 39.000 per le truppe nemiche. Le informazioni più dettagliate in proposito sono contenute sopratutto in due opere, ritenute dagli storici di buona attendibilità: la “Chronica Conflitus” degli Scriptores Rerum Prussicarum e le Historie Polanie del canonico Jan Dlugosz. La pioggia che aveva allagato il campo di battaglia nella notte precedente lo scontro favorì i Teutonici, rendendo quasi impossibile un piano d'attacco con la cavalleria pesante. Ma anche dalla parte opposta, nonostante lo schieramento dei soldati fosse stato completato, si esitava nel prendere l'iniziativa.

Ulrich von Jungingen

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