Il seme della Massoneria.

Pubblicato il da Mauro Goretti

In Italia la prima loggia massonica nacque a Firenze nel 1729 e, in Toscana, i liberi muratori avevano tenuto i primi incontri, svolto le iniziali attività. Favoriti, o almeno non avversati dal granduca Gian Gastone, l'ultimo dei Medici, furono invece sospettati e combattuti dalla polizia e dalla Chiesa, con intervento del Santo Uffizio ( maggio 1737 ), presente nella città Toscana con un autorevole inquisitore.

La prima “scomunica” della Corte di Roma contro la massoneria (emessa con la bolla “in eminenti” da un Papa fiorentino, Clemente XII, della famiglia Corsini) rappresenta il risultato di quella inchiesta, la ferma reazione al propagarsi della massoneria nel granducato. La data della bolla non è casuale: 28 Aprile 1738, vale a dire nel periodo di “interregno fra la morte dell'ultimo dei Medici (1737) e l'avvento dei nuovi signori di Toscana, i Lorena, nella persona di Francesco II (1739). Le difficoltà per la Corte di Roma, crescevano: il nuovo granduca era stato infatti iniziato alla massoneria, all'Aja, otto anni prima, e non intendeva certo perseguitare gli affiliati alla istituzione, pur dovendo consentire l'arresto e il processo a Tommaso Crudeli (1739), il poeta segretario della loggia fiorentina, vittima del Santo Uffizio. A parte quell'episodio, clamoroso ma isolato, la massoneria toscana godette un clima sostanzialmente favorevole. Pietro Leopoldo, succeduto a Francesco il (1765), non solo favorì l'ordine, ma cacciò i Gesuiti, sciolse le confraternite e iniziò la nota politica “liberale”; le prime logge di liberi muratori potevano sorgere, in quegli anni, a Livorno, a Lucca, a Pisa.

Antichi simboli massonici toscani

Commenta il post