Gli ultimi anni dei Medici.

Pubblicato il da Mauro Goretti

Cosimo III non riusciva a trovare una spiegazione plausibile all'interrogativo che lo angustiava da tempo: come mai una famiglia che per generazioni e generazioni era stata così prolifica, all'improvviso si era inaridita? Dai suoi tre figli due maschi e una femmina non era riuscito nemmeno un erede.

Ferdinando, il maggiore, sposato a venticinque anni con la principessa Violante Beatrice di Baviera, ebbe con lei un pessimo rapporto fatto di incomprensioni, di rivalità, di gelosie, tanto da condurlo a un'esistenza dissoluta che si concluse con la morte, quello stesso 1713, all'età di cinquant'anni; Gian Gastone, l'ultimogenito, colui sul quale Cosimo aveva riposto tante speranze, si rivelò fino dalla giovinezza un ragazzo schivo e poco propenso alla vita di corte, con gli intrighi e la corruzione che comportava. Infelice fu anche il matrimonio voluto da suo padre, con Anna Maria Francesca di Sassonia Lavenburg, una tedesca che dimostrò di amare molto più gli animali degli esseri umani. Poi fra i due emerse quello scoglio che si dimostrò insormontabile: Anna Maria Francesca non voleva muoversi dal suo castello affogato nella foresta boema e Gian Gastone era recalcitrante ad abbandonare Firenze. Intorno al 1710, Cosimo aveva fatto un ulteriore tentativo per dare continuità alla dinastia: aveva obbligato suo fratello Francesco Maria, cinquant'anni e ormai cardinale, ad abbandonare la porpora e a sposarsi; gli aveva trovato anche la moglie, Eleonora Gonzaga di Guastalla, trent'anni più giovane e dal carattere piuttosto volubile. Tanto volubile che subito dopo le nozze, lungi dal fare seri tentativi per accontentare il cognato nel dargli un erede e preparare un granduca per la Toscana, rifiutò fin dal primo momento qualsiasi contatto con colui che aveva, più o meno volontariamente, sposato. Cosicché, per Cosimo ormai anziano e cagionevole di salute, le ultime speranze erano riposte in Anna Maria Luisa (questo è il nome ufficiale della figlia del granduca, anche se in seguito lei stessa scelse di chiamarsi Anna Maria Ludovica).

Moneta con effige di Cosimo III

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