Cronometria.

Pubblicato il da Mauro Goretti

I nostri orologi tanto sofisticati quanto belli sono stati oggetto di tante e tante ore di studio per far sì che tutti i meccanismi funzionassero all'unisono.

Ripercorrendo a ritroso la storia dell'orologio, ci accorgeremo che tutto dipendeva da una molla la quale determinava il funzionamento delle lancette, i primi accoppiamenti molla lancette furono un completo disastro, tant'è che i primi modelli segnavano nello spazio tempo chi: ventitré ore, un altro venticinque, oppure qualcuno di questi cimeli si fermava prima perché la carica della molla si esauriva prima. Nel XV secolo, si riuscì a compensare un poco questa irregolarità: l'orologio da tavolo costruito per Filippo il Bono intorno al 1430 presenta a questo proposito dei dispositivi che vengono ancora applicati ai nostri cronometri. L'ora risultava più esatta, ma si era ancora lontani da contare i minuti e gli orologi dovevano accontentarsi di una sola lancetta quella delle: ore. E' opportuno segnalare i primi cronometri da marina, tra qui i più celebrati sono quelli costruiti da John Harrison. Avendo il Parlamento inglese offerto un premio di diecimila sterline per un segnatempo capace di risolvere il problema delle latitudini e longitudini, Harrison si mise all'opera e, tra il 1728 ed il 1769, sottopose all'esame dell'Ammiragliato britannico, che ci mise quarant'anni a dichiararsi soddisfatto, non meno di quattro cronometri. Questi straordinari orologi formano oggi il vanto del Marine Museum di Greenwich, ove il loro impeccabile funzionamento è un perpetuo omaggio all'orologiaio Harrison.

Antico Orologio

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